Una storia breve
Sarebbe possibile scrivere molti libri sulla storia della regione, poiché è stata abitata dai tempi preistorici. Qui vi do una
sintesi.
Il nome Palmoli risale ai periodi antichi, quando la gente ha cominciato a ripararsi insieme sulla collina e ha chiamato il loro
paese Palmula Monteverde. La maggior parte degli abitanti erano pastori.
Durante i periodi antichi, Palmoli apparteneva al popolo dei Frentani e, dopo, faceva parte dell’Impero Romano. In seguito,
la zona ha subito le invasioni degli Ungheresi, i Saraceni e i Normanni. In ordine, Palmoli è stata dominata dai Normanni, gli
Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi. Dopo il dominio degli Spagnoli, finito nel 1707, la regione è stata dominata dagli Austriaci
e dopo dai Borboni fino all’arrivo di Napoleone. I Borboni sono tornati al dominio dopo il Congresso di Vienna del 1815, fino
al Risorgimento.
Durante il dominio dell’epoca medioevale, l’ordine di San Benedetto è stato molto importante nella regione, realizzando molti
monasteri e insegnando l’agricoltura al popolo. Infatti, ci sono le vestigie di un monastero nel bosco intorno a Palmoli, l’
abbazia di San Grimaldo.
Intorno all’anno 1000, per difendersi dalle scorribande barbariche, la gente si è riparata in cima al monte e così e' nato il
comune, con la struttura tipica di muri. La parte più vecchia del castello, la torre, è stata costruita da Pandolfo di Sangro
nel 1095. Insieme con altre torri nella zona, funzionavano come posti di vedetta per avvertire la gente del pericolo.
Il resto del castello è stato finito in due fasi, il Palazzo Marchesale circa 1400 e la cappella di San Carlo nel 1772. Oggi la
torre contiene il museo dell'arte e della civiltà contadina.
Nel comune c’è la chiesa Santa Maria delle Grazie con il campanile che risale agli 1300. La chiesa, ricca di statue, quadri, e
decori, contiene un organo del XVII sec. e due acquasantiere, una con un serpente all’interno e una con un pesce.
Sotto c’è il Santuario della Madonna S.S. del Carmine del XIII secolo con il collegio fondato dai monaci francescani nel 1583.
Oggi è di proprietà della Sacra Famiglia. Durante la seconda guerra mondiale, il collegio è stato requisito dai tedeschi per
Ospedale militare.
San Valentino e Palmoli
La devozione a San Valentino in Palmoli è cresciuta gradualmente e ha passato quella dell’antico Protettore di Palmoli, San
Grimaldo e poi l’altro Protettore, Sant’Antonio da Padova. Il 10 marzo, 1736, San Valentino è stato eletto Protettore di
Palmoli. Il voto del clero, dei cittadini e del Marchese di Gagliati, Barone di Palmoli è stato unanime.
Il comune aveva già una sacra Reliquia, il Santo Braccio, dato alla chiesa Santa Maria delle Grazie in 1705.
Sotto il Pontificato di Leone XII, per l’interessamento del Marchese di Palmoli, il comune ha ottenuto la Salma del Martire,
San Valentino, autenticato dal Cardinale Giuseppe Perugino. Il 18 novembre 1824, la sacra Urna è stata portata via mare
da Roma a Napoli e via terra fino a Trivento dove aspettava una folla di devoti, pronta ad accompagnare il Santo a
Palmoli.
Stando alla leggenda, la gente di Trivento voleva tenere la reliquia, ma San Valentino, ha alzato il braccio come a voler dire:
“A Palmoli, a Palmoli” è la processione è ripartita. Quando sono arrivati a Mafalda, un altro comune devoto di San
Valentino, anche loro volevano tenere la reliquia. Dopo tante discussioni, hanno deciso di fare una prova. Hanno
agganciato il carro a due giovane giovenche che mai avevano portato peso. Se le giovenche avessero preso la strada per
Mafalda, il Santo sarebbe rimasto a Mafalda. Se, invece, avessero preso la strada per Palmoli, il Santo sarebbe andato a
Palmoli. le due giovenche hanno preso la strada per Palmoli e la processione è ripartita, arrivando a Palmoli il 22 dicembre
1824.
Provincia di Chieti, Regione d'Abruzzo
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Torre della Fara - Celenza sul Trigno Periodo Longobardo
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Abbazia di San Grimaldo - Palmoli
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